Il PVC, cloruro di polivinile, è un materiale che può sostituire il vetro in innumerevoli applicazioni: arredamento, industrial design, serramenti in PVC (nel caso degli infissi garantiscono perfetta coibentazione termica), auto e moto, rifiniture, oggetti come targhe e, persino biglietti da visita, nonchè oggetti artistici come action figures e modellismo.

Di equale trasparenza e resistenza, garantisce tuttavia un minor peso fino al 40% a parità di spessore e superficie in vetro. Negli ambiti in cui la leggerezza sia tutto (ad esempio nell’industria automobilistica) il PVC assume quindi un ruolo preponderante nella scelta di designer e ingegneri.

Del tutto stabile a temperature fredde o ambiente, è però considerato altamente pericoloso se portato ad alte temperature. Per questo motivo si tende ad usare la robotica nelle fasi cruciali della lavorazione del pVC.

Un robot per il taglio del PVC

Nell’immagine sopra, osserviamo la struttura, che deve resistere ad eventuali scoppi, e i vari bracci meccanici atti a sollevare, tenere in bolla e tagliare, con una precisione di 0.001 mm la lastra di PVC precedentemente trattata con gli esteri dell’acido ftalico che ne aumentano la malleabilità e la stabilità.

Il tutto viene regolato e gestito da un computer collegato alla macchina. L’intervento umano è minimo.

Robot per la gestione di rotoli di PVC

Nelle fasi preliminari della lavorazione del PVC, grossi rotoli grezzi sono prelevati, misurati e disposti sulla macchina di taglio da bracci robotizzati, capaci di trasportare senza problemi rotoli fino a 15 tonnellate.

Risorse e fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Cloruro_di_polivinile

http://www.pvc.org/en/ (in inglese)