Realizzare e programmare il proprio robot è diventato negli ultimi tempi qualcosa a cui non si dedicano più solo gli specialisti del settore, ma a cimentarsi troviamo molte persone che si applicano in questo ambito nel tempo libero come vero e proprio hobby. La programmazione di robot diventa popolare anche grazie a specifici corsi che si possono seguire per imparare i trucchi del mestiere e le tecniche giuste affinchè i progetti e i sogni che abbiamo nel cassetto si avvicinino alla realtà.

Per programmare il proprio robot è preferibile impiegare un computer assemblato (possibili marche consigliate: Samsung,Clevo, Packard Bell), sul quale possiamo farci consigliare dal nostro rivenditore di fiducia, secondo l’hardware proposto in questo articolo. Per controllare un robot di nostra invenzione dobbiamo necessariamente essere in possesso di una macchina a controllo numerico, simile a quelle impiegate nelle macchine utensili CNC ma che contiene un linguaggio dedicato per la gestione dei robot. Il controllo numerico deve contenere un microprocessore, la memoria EPROM che consente l’avvio, la memoria RAM, il sistema bus.

Altro hardware necessario per la programmazione è la scheda di comunicazione che consente il salvataggio e l’archiviagione del programma in una memoria. La scheda di interfaccia digitale-analogica permette l’invio e la ricezione dei segnali che controllano gli attuatori e inoltre quella che consente la trasmissione dei segnali dal trasduttore al controllore.

Le ulteriori schede che servono per la programmazione di un robot sono quelle che creano i collegamenti tra l’unità di programmazione e il monito con cui si trasmettono le informazioni; altre schede di input / output dei segnali (on/off) che garantiscono la connessione con il PLC e infine quelle di comunicazione che rendono possibile i collegamento con sistemi esterni come una stampante, un PLC o un Pc Host. Gli strumenti che possono tornarci utili per la programmazione robotica sono Arduino e Phyton.