I robot sono già tra noi e questa non è certo una novità così come non lo è il fatto che, in determinati settori come l’industria tessile, questi sono e saranno i principali responsabili di un rilevante crollo occupazionale. Dopotutto l’automazione nel settore dell’abbigliamento esiste dai tempi della rivoluzione industriale, pertanto col passare del tempo, considerando soprattutto i ritmi odierni, la robotica industriale non poteva certo esimersi dall’espandersi sempre più velocemente. Quindi se qualche secolo fa avevamo la macchina a vapore e il telaio automatico, oggigiorno abbiamo i robot tuttofare che tagliano, cuciono, incollano, modificano e piegano alla faccia di noi altri.

Ma le sorprese non sono finite, infatti, il DARPA americano ha finanziato tempo fa un progetto per la creazione di un robot che fosse in grado di automatizzare la confezione delle uniformi militari così da ridurre gli alti costi di produzione. Il progetto ha avuto esito positivo e pare che il robot, già funzionante, permetta di confezionare abiti, e non solo divise, a costi addirittura inferiori rispetto a quelli della Cina. In sostanza la realizzazione di questo sarto robot è da un lato una manna dal cielo per gli imprenditori del settore, dall’altro una vera tragedia per gli operai tessili che saranno probabilmente scalzati dai sarti robot poiché è prevista una grandiosa corsa all’acquisto non appena questi verranno immessi sul mercato.

Infine, a dimostrazione del fatto che l’impiego della robotica nell’abbigliamento  non è poi sempre così negativo, non possiamo non parlare del robot Siemens Dressman. Chi è costui? Beh un valido alleato per tutte le donne e, perché no, anche per gli uomini che odiano stirare le camicie. Come mai? Semplicemente perché si tratta di una sorta di manichino gonfiabile capace di asciugare e stirare in pochi secondi la camicia appena lavatainsomma una magnifica invenzione!

Ma gli amante del made in Italy e dell’alta moda stiano tranquilla: quando si parla di abbigliamento uomo donna di alta qualità gli abiti restano e resteranno (sempre ?) rigorosamente fatti a mano !